Raccolta rifiuti: un sistema di incentivi per premiare chi differenzia bene

Dove vanno a finire i rifiuti indifferenziati del residuo? La domanda, postata questa mattina sul gruppo Facebook «Se sei di Rovereto» ha generato in breve tempo una lunga serie di commenti. La raccolta dei rifiuti urbani a Rovereto è un tema di grande interesse e in molti si interrogano sul senso e l’efficacia, ovvero: a Rovereto la raccolta differenziata avviene con un sistema che richiede molta attenzione e precisione, a fronte di controlli (con apertura sacchetti) e, in caso di irregolarità riscontrate, anche di sanzioni (multe). Nei comuni limitrofi il sistema è differente, meno vincolante e meno «ferreo», sebbene sia sempre improntato al principio della differenziata. Il problema sorge nel momento in cui ci si chiede dove va a finire la quota di residuo raccolta a Rovereto e nei comuni confinanti. Viene conferita indistintamente alla stessa azienda? Se così fosse, l’importante lavoro svolto dai cittadini roveretani risulterebbe vanificato. Inutile.

Questo dovrebbe indurci a una riflessione sul sistema attualmente in uso. Le sanzioni per chi non differenzia correttamente sono infatti una soluzione solo parziale al problema. Che oltretutto non mette al riparo dall’abitudine, diffusa anche a Rovereto, di disperdere i propri rifiuti nell’ambiente (per esempio sul greto dell’Adige, come hanno mostrato alcune foto pubblicate in calce al post che ha originato la discussione). L’unico modo e il più serio per favorire una raccolta differenziata efficace e diffusa è l’introduzione di incentivi al conferimento immediati, puntuali e individuali. Accanto alla possibilità di «tracciare» i rifiuti dal momento della loro raccolta fino allo smaltimento presso gli impianti autorizzati, a nostro avviso sarebbe interessante prevedere una serie di «incentivi» o «premi», che potrebbero migliorare in maniera decisiva la raccolta differenziata. L’utente del servizio pagherebbe una tariffa base, che verrebbe ridotta in caso di comportamenti virtuosi, o viceversa aumentata in caso di comportamenti sbagliati.

Tutto questo produrrebbe una serie di vantaggi:

  • Un premio a chi è «bravo»;
  • Una sanzione a chi non lo è;
  • Quest’ultimo, di conseguenza, inizierà a impegnarsi e a differenziare meglio;
  • La collettività trae un vantaggio di queste azioni virtuose, visibile sulle bollette singole e collettive.

Appare chiaro che nel momento in cui il sacchetto di residuo differenziato bene e tracciato diventa un «vantaggio economico», attraverso un sistema che incentivi realmente a differenziare, si aumenterebbe l’efficienza della raccolta, generando una ricaduta collettiva, e si riuscirebbe a raggiungere qualunque cittadino, anche quello che è tendenzialmente «pigro», che sbaglia per incuria o per minore senso civico.

Si risolverebbe così anche il problema di coloro che fanno bene la differenziata e che devono sobbarcarsi la «multa collettiva», generata da chi differenzia male.

Resta, ferma, in ogni caso, la nostra condanna nei confronti dei reati ambientali, su cui bisogna intervenire in misura più efficace e più pesante rispetto a quanto accade adesso in Italia, dove chi crea danni ambientali rischia multe di appena qualche centinaia di euro.

 

Movimento 5 Stelle Rovereto

 

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