Smart Lab: come usare soldi pubblici per “dividere e imperare”

Si scatena su nelle aule di tribunale e su facebook la diatriba tra i “giovani” in cerca di luoghi per divertirsi e i residenti che vogliono dormire.

Perlomeno questo è quello che vogliono farci credere.La storia è un’altra. Nasce, da quello che scrivono i diretti interessati, da un progetto di Valduga (padre) per offrire ai “giovani” un posto più defilato rispetto al centro storico per fare musica e socializzazione. Poi arriva la giunta Miorandi e termina il progetto.

Chiaramente l’associazione che prende in gestione lo Smart Lab è stata decisa dalla giunta Miorandi, sicuramente con regolare bando. Ma a guardare bene i commenti su facebook e sui giornali, gli animi più riscaldati sono proprio i candidati delle due liste. Si arriva, con le scuse successive, anche a minacciare attentati incendiari.

Ci viene spontanea una domanda, ma se le parti fossero invertite, oggi avremmo il PD che chiede la chiusura del centro e i supporter di Valduga che lo difendono con le bombe?

Noi crediamo che tutta la faccenda abbia risvolti tragici, per come i ragazzi e i residenti siano stati strumentalizzati e messi “uno contro l’altro”.

Il “divide et impera” continua ad essere un metodo di azione politica attuale.

Constatiamo come il teatro che si è consumato intorno a questa vicenda lasci un sapore amaro. Un centrosinistra autonomista che difende una sua creatura, ma ha pugno di ferro quando altri soggetti incorrono negli stessi errori. Una coalizione che chiede la chiusura di qualsiasi attività giovanile, tranne poi rivendicarne la paternità.

Cosa avrebbe dovuto fare l’amministrazione per evitare tutto ciò, ma soprattutto, cosa farebbe un’amministrazione pentastellata?

Prima di tutto coinvolgere la popolazione interessata, e tutta Rovereto, in un dibattito pubblico per trovare una soluzione condivisa.

Secondo, eviterebbe di creare un monopolio nella gestione del divertimento giovanile, ma proporrebbe un luogo adeguato con un’offerta variegata e composita.

Un’amministrazione sana non predilige associazioni, di nessun colore politico, crea condizioni favorevoli affinchè una sana e libera imprenditoria attecchisca e prosperi.

Più soggetti sono coinvolti, meno persone si sentiranno escluse e quindi protesteranno.”

MoVimento 5 Stelle Rovereto
Candidato Sindaco Paolo Vergnano
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