DALLA PROVINCIA 12,5 MILIONI DI EURO PER SALVARE LA CAROSELLO SKI FOLGARIA

PER LA SERIE “E IO PAGO!”, DALLA PROVINCIA 12,5 MILIONI DI EURO PER SALVARE LA CAROSELLO SKI.
 

In Trentino c’è un solo settore che non conosce mai crisi. Quello degli aiuti pubblici alle grandi imprese, meglio se “ben introdotte” (per quelle piccole invece c’è solo da tacere e pagare).

Ultimo esempio di questa sconcertante situazione viene da Folgaria, come spiegano i portavoce del MoVimento Paolo Vergnano e Filippo Degasperi:“ È notizia di questi giorni che la Provincia, tramite Trentino Sviluppo, ha deciso di sborsare qualcosa come 12,5 milioni di euro per cercare di salvare la Carosello Ski spa di Folgaria. Ma siccome non bastano, allo stesso scopo il Comune di Folgaria metterà un altro milioncino. Tuttavia, dato che la situazione dell’impresa in questione è piuttosto disastrata e nemmeno con 13,5 milioni di euro ce la si fa, si cercano altri 2 milioni di euro da reperire tramite “privati”. A quanto pare qualcuno avrebbe già risposto all’appello: le banche che sarebbero disponibili a garantire tassi di interesse molto vantaggiosi e, pare, anche la società “Tempo Libero”, casualmente una società satellite della Carosello Ski, che interverrebbe con 500 mila euro. Che dire? Si nota giusto una piccolissima differenza di atteggiamento della Provincia nei confronti di Carosello Ski rispetto alle centinaia di piccole e medie imprese che ormai da anni lottano con le unghie e con i denti per non fallire, senza che nessuno pensi nemmeno lontanamente a provare ad aiutarle. Complimenti!”.

Degasperi e Vergnano non si fermano qui e sottolineano anche altre contraddizioni:”Fa piacere leggere che adesso il presidente di Carosello Ski, Cappelletti invochi la nascita di una nuova società che “sappia reggersi finanziariamente da sola”. Quanto alla vecchia meglio non dire niente, visto che servono 15 milioni di euro tondi tondi per non farla fallire. Cappelletti del resto è in sella da poco… giusto dall’anno 1974, che responsabilità potrà mai avere? Comunque niente paura, perché è già pronto il suo successore, Denis Rech, che lavorando per Carosello Ski da “soli” 10 anni sicuramente potrà portare quella prospettiva nuova e vincente di cui la società ha disperatamente bisogno.

Infine non può mancare l’ineffabile Assessore Olivi, lo stesso che qualche mese fa lanciava fiero il grido “mai più soldi pubblici ad imprese decotte!”. Notiamo che calato il solleone è rapidamente sceso a più miti consigli e a pratiche a lui più consone. Da ridere, visto che questo sembra proprio il caso tipo di “azienda decotta”. Del resto gli esperti avevano già abbondantemente spiegato come l’ultima cosa da fare fosse investire su impianti a quota medio bassa come quelli di Folgaria (dai 1200 ai 2000 metri). Eppure solo pochi anni fa la Provincia ha sborsato tanti bei milioncini sonanti “per risolvere tutti i problemi di Folgaria”, a salvare la baracca sarebbe bastato il “collegamento col Veneto”, bisognava “solo” sacrificare le bellissime aree della Valle delle Lanze e della Costa d’Agra sbancando il tutto ed adattandolo allo sci. Detto fatto. Milioni di euro pubblici spesi per distruggere aree di pregio. Risultato?Servono 15 milioni per salvare la Carosello Ski. Di nuovo complimenti vivissimi!”.

Smessi i panni dell’ironia i due portavoce del M5S chiariscono il loro punto di vista:“È evidente come non si possa proseguire a buttare vagonate di denaro pubblico su imprese che non stanno in piedi. Gli unici motivi per poter pensare di salvare la Carosello Ski sono i posti di lavoro che andrebbero in fumo e il danno che la perdita degli impianti causerebbe all’altopiano di Folgaria. Si può anche pensare di farlo, ma solo di fronte a garanzie di efficienza e soprattutto alla pulizia totale dei vertici societari e di tutti coloro che hanno permesso si arrivasse a questo punto. Se Trentino Sviluppo deve pagare 12,5 milioni di euro non suoi ma delle tasse dei cittadini per salvare Carosello Ski allora è sacrosanto esigere che la nuova impresa sia messa sotto un regime di controllo ferreo, sia garantita la massima trasparenza dei bilanci, siano individuati i colpevoli dell’attuale dissesto e venga fatta pulizia da cima a fondo in modo da far si che davvero quest’ impresa possa camminare con le proprie gambe e plausibilmente arrivare a restituire il prestito che sta ricevendo dalla collettività. Nel frattempo se saranno i trentini a dover pagare per questo ennesimo esempio di mala gestione, che si approntino sistemi che almeno possano alleviare l’esborso, come ad esempio giornalieri e stagionali massicciamente scontati, cosa che certamente aiuterebbe i cittadini a dimenticare l’ ennesimo salasso e magari a visitare più volentieri Folgaria”.
Uff. Stampa

M5S Trentino

Detassazione alle imprese, aiuti alle famiglie e ai cittadini, le proposte del MoVimento 5 Stelle sono ineccepibili.

Ieri, in Consiglio Comunale di Rovereto, si è svolto il dibattito sulla la variazione di bilancio proposto dalla Giunta.

Un importante capitolo che riguarda i dividendi delle società partecipate di cui il Comune di Rovereto è azionista.

Il totale della variazione presentata in Consiglio era di 1,635 milioni di Euro, di cui 228mila in parte corrente e 1,353 milioni in parte straordinaria.

La presentazione dell’Assessore è stata incentrata sulle motivazione che ha portato la Giunta a presentare la lista dettagliata. Sostanzialmente si tratta di lavori pubblici di manutenzione della rete stradale e di alcuni altri piccoli interventi.

Il MoVimento 5 Stelle ha sempre presentato alcuni punti fondamentali nei suoi programmi, sia nazionali che comunali, e questi punti sono stati declinati in queste tre fasi:

  1. il diritto alle famiglie di usufruire di asili nido, secondo l’articolo 31 della Costituzione, abbassando le rette e il costo delle mense degli asili nido per 200.000,00€;

  2. sostegno alle piccole imprese in forme di detassazione, abbassando in quota parte il costo della bolletta energetica delle piccole imprese roveretane dietro semplice presentazione della bolletta pagata, fino all’esaurimento del fondo di euro 263.500,00;

  3. sostegno e sviluppo del trasporto pubblico locale, tramite un preciso accordo con TTE, annullando per i mesi di settembre, ottobre, novembre, dicembre 2015 l’emissione del biglietto e rimborsando agli abbonati la quota per il periodo, per 190.000,00€.

L’emendamento che ho presentato, voleva indicare alla Giunta la nostra intenzione di favorire, oltre che le aziende del territorio per la manutenzione delle aree pubbliche comunali, tutte le piccole imprese, i cittadini, e le famiglie.

Anche se l’emendamento non ha ricevuto l’approvazione dell’aula, 3 voti a favore, 4 astenuti e 18 contrari, il MoVimento 5 Stelle ha così potuto dimostrare la validità tecnica e la fattibilità in sede di bilancio delle sue proposte.

Il giudizio tecnico del funzionario del Comune è risultato favorevole, ammettendo che, a parti politiche invertite, il MoVimento 5 Stelle avrebbe potuto effettuare la detassazione e l’annullamento delle rette e dei biglietti del TPL senza compromettere in alcun modo il bilancio e il patto di stabilità.

Giudico chiaramente eccessive alcune spese proposte dalla Giunta. Mi riferisco alla passerella che unirà la palestra del centro Sportivo Fucine con la pista ciclabile lungo Leno per la spesa di 350.000 € e il rifacimento del piazzale dello Stadio Quercia per 290.000€.

Per la prima, il consigliere Bortot ha illustrato come questa si inserisca in un complesso che è stato definito “opera d’arte”. Visto il periodo economico di profonda crisi che la città sta vivendo, mi sarei aspettato più sobrietà, proponendo la continuazione della ciclabile di Via Leonardo da Vinci. Per la seconda, lo stesso Assessore Graziola ha ammesso l’eccesso prudenziale nel definire l’ammontare che risulterà probabilmente meno della metà.

Solo per questi due capitoli il mio emendamento avrebbe recuperato mezzo milione di Euro.

Nell’augurare alla Giunta la realizzazione delle opere entro il termine indicato di novembre del 2015, accolgo con favore l’impegno verbale del Sindaco a trattare gli argomenti in successivi momenti e l’assicurazione dell’Assessore della gestione trasparente e orientata al contenimento della spesa di tali provvedimenti.

Come sempre il MoVimento 5 Stelle sarà attivo per controllare che i soldi dei cittadini vengano spesi secondo le normative.

Paolo Vergnano

Portavoce consigliere presso il Comune di Rovereto
MoVimento 5 Stelle

Lettera aperta al Presidente della Comunità di Valle Vallagarina

Egregio Presidente,

Le scrivo questa lettera aperta per congratularmi dell’apertura di legislatura che la Comunità di Valle, sotto la sua presidenza, vuole determinare in ottica di democrazia diretta.
Presidente Bisoffi, sono particolarmente contento di leggere le sue parole, in quanto il Comune di Rovereto, approvando un ordine del giorno da me presentato, si è impegnato a portare in Comunità di Valle le argomentazioni e le istanze dell’Associazione Più Democrazia in Trentino.
Il MoVimento 5 Stelle è da sempre convinto che parte della crisi della politica italiana possa essere risolta riportando le decisioni direttamente alla popolazione, non per togliere “potere” amministrativo ai rappresentanti, ma per riportare il controllo costante e continuo nelle mani dei naturali detentori: i cittadini.
Lei è sicuramente a conoscenza della legge ad iniziativa popolare sulla Democrazia Diretta che si sta discutendo in Consiglio Provinciale, e anche che il primo firmatario di tale DDL è un cittadino roveretano. Quale occasione migliore per creare un percorso condiviso che possa elevare il dibattito sui metodi democratici, se non cercare di mettere intorno allo stesso tavolo esperti nazionali e amministratori locali?
Il Trentino ha la possibilità di fungere da fucina di idee per tutta la Nazione, e da esempio di buona amministrazione creando delle difese naturali a scandali e mala-gestione che stano caratterizzando le cronache politiche attuali.
Da semplice consigliere comunale, mi rendo conto quotidianamente come la voglia di partecipare dei cittadini sia elevata. Questa volontà si risolve spesso nella semplice richiesta o segnalazione privata all’amministratore ritenuto più sensibile all’argomento.
Raramente si sviluppa in un dibattito e un supporto decisionale per l’amministrazione. Mai obbligatorio.
Il perchè risulta evidente. Gli strumenti che i “semplici” cittadini hanno a disposizione sono complicati, faraginosi e soprattutto inconcludenti e non vincolanti.
Una decisione presa dalla popolazione non può essere cassata, anche se con una motivazione. Una decisione presa dalla popolazione, per l’amministratore, deve ritornare ad essere legge scritta sulla pietra. Fatti chiaramente salvi i principi costituzionale e legislativi che governano la convivenza civile.
Lo sforzo che dobbiamo fare è aiutare gli amministratori a svestirsi degli abiti politici e rimettersi nei panni degli elettori. Dei quali la politica non deve avere paura e ai quali non può chiedere il consenso al mero cambio di legislatura.
In fondo siamo cittadini che prestano il loro tempo alla gestione del bene pubblico, e dobbiamo essere controllati dagli stessi, per non sbagliare, per non essere indotti all’errore.
Il populismo si fonda sulla mancanza di contatto con l’elettorato. Perché ascolta ed enfatizza solo la parte di esso che fa comodo alla forza governativa del momento.
Chi propone di rimettere in mano le decisioni all’elettorato ha un senso di responsabilità che travalica la propria funzione e eleva ogni atto amministrativo, gettando le basi per una convivenza civile e costruttiva.
Inoltre questo è un momento particolarmente delicato, che obbliga i comuni trentini ad aggiornare i propri Statuti proprio in direzione di una maggiore partecipazione dei cittadini. L’obiettivo dell’abbassamento del quorum per i referendum e semplificazione della loro presentazione è chiaramente riportare il cittadino al centro delle decisioni politiche territoriali. Sarà la sensibilità e la lungimiranza delle Giunte comunali, mai come ora vere detentrici del governo delle città con i premi di maggioranza attuali, a determinare se tali gemme saranno soffocate da cappe senza ossigeno o potranno fiorire e sbocciare all’aria aperta della democrazia.
La invito pertanto, coinvolgendo anche i sindaci dei comuni della nostra Comunità, ad organizzare un dibattito pubblico sui temi della democrazia diretta e, se risultasse di suo interesse, mi rendo personalmente disponibile alla organizzazione e alla partecipazione più ampia possibile della popolazione lagarina.
La saluto cordialmente e le auguro un buon lavoro per tutta la durata della legislatura.
Paolo Vergnano
Portavoce Consigliere comunale a Rovereto
MoVimento 5 Stelle
Gemme di democrazia diretta?

Il Presidente della Comunità di Valle della Vallagarina apre alla democrazia diretta.

Le linee programmatiche della Giunta Valduga. I primi emendamenti del MoVimento 5 Stelle.

Abbiamo letto attentamente le linee programmatiche dell’Amministrazione Valduga e abbiamo preparato, in collaborazione con gli attivisti del Meetup Rovereto, i primi emendamenti da presentare in Consiglio Comunale.

I due emendamenti depositati oggi hanno come argomento la Democrazia Diretta e alcune preoccupazioni scaturite in questi mesi rispetto alla proposta di realizzazione della tangenziale.

Accogliamo con favore l’idea contenuta nel documento di una maggiore partecipazione dei cittadini e condivisione delle scelte.

Per questo motivo chiediamo di aggiungere, ai soggetti a cui chiedere la partecipazione, i cittadini. Non però con parole vaghe e prive di significato, ma impegnando la Giunta a far propri alcuni strumenti di democrazia diretta. In particolare la petizione e il referendum dovranno essere riformati, abbassando il quorum e agevolandone la presentazione.

L’obiettivo è rendere partecipe costante delle scelte politiche proprio i soggetti che poi dovranno usufruire e pagare servizi e beni: i cittadini.

Il secondo emendamento si fonda sulla convinzione che la tangenziale est porti con sè un declassamento dei terreni circostanti e la realizzazione di nuovi centri commerciali e aree artigianali che entreranno in diretta concorrenza con il commercio e l’economia roveretana.

La tangenziale non verrà costruita sul territorio roveretano, ma bensì, per la maggior parte, su quello di Isera, che ne riceverà anche tutti i vantaggi commerciali del caso.

Per il MoVimento 5 Stelle l’eventuale realizzazione di tale opera produrrà un aumento del traffico – e non una diminuzione come sperato dalla maggioranza – e un dissesto finanziario della Città, che sarà costretta a far fronte a un impegno enorme per almeno 30 anni dagli inizi dei lavori, rischiando anche di non potersi permettere i servizi essenziali ai cittadini.

Siamo quindi totalmente contrari alla sua realizzazione, ma l’amministrazione Valduga ha dichiarato la sua volontà nella prosecuzione nella sua progettazione e realizzazione.

Chiediamo quindi che la Giunta si impegni a far in modo che:

1) il costo dell’opera sia ripartito tra i comuni lagarini, in modo proporzionale al traffico afferente ai comuni che dovrebbe utilizzare la nuova arteria stradale;

2) le aree circostanti la tangenziale non vengano declassate e adibite a commercio e artigianato per non entrare in concorrenza con l’economia roveretana.

Paolo Vergnano

MoVimento 5 Stelle Rovereto