Mario Bianco

IMG_8493 (859x1280)Sono medico oculista e lavoro presso l’Ospedale di Rovereto, città in cui vivo. Impegnato da sempre nel mondo del volontariato, per otto anni sono stato coordinatore del comitato trentino di Telefono Azzurro, attualmente sono impegnato con i Lions, con i quali, tra le altre cose, da cinque anni svolgiamo attività di screening oculistico gratuito in collaborazione con Irifor. Per diversi anni ho fatto anche la bellissima esperienza del teatro amatoriale, partecipando due volte al Sipario d’Oro di Rovereto. Amo molto la fotografia e i viaggi alla scoperta dei popoli, lontano dalle rotte turistiche tradizionali.

Il mio impegno politico parte da lontano: da studente, a Padova, ho militato in Lotta Continua, successivamente nel centro sinistra. Cinque anni fa mi sono candidato in una lista civica a sostegno dell’Upt. Col tempo, tuttavia, ho maturato un senso di sfiducia verso tutta la classe politica al potere e così, tre anni fa, ho iniziato a seguire Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle, cui sono iscritto dallo scorso anno.

Sono per la meritocrazia che purtroppo in Italia non esiste. Credo che l’unica soluzione sia la democrazia diretta e partecipata.

il mio contributo alla politica locale si concretizza soprattutto nel campo della sanità. Sono convinto che il benessere psicofisico sia un bene primario del cittadino. Cosa c’entra il sindaco con la politica sanitaria della Provincia e dell’Azienda sanitaria? Il sindaco c’entra perché è un’interfaccia tra le esigenze dei cittadini in termini di salute psicofisica e perché il cittadino, se è insoddisfatto, identifica nel sindaco il suo garante e il suo punto di ascolto. Attualmente, purtroppo, l’Ospedale di Rovereto è visto dai medici più come un punto di passaggio, mentre in futuro l’amministrazione si dovrà relazionare con l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (Apss) perché l’ospedale di Rovereto divenga una meta ambita.

E poi l’amministrazione comunale dovrà lavorare sulla prevenzione, bisogna conoscere i problemi dei cittadini e in tal senso il Comune potrà promuovere e coordinare anche in seno alle scuole delle campagne di prevenzione. Dovrà anche farsi carico dei problemi e delle esigenze dei più deboli, cercando di dare risposte concrete ed efficaci.

 

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