Mobilità e viabilità

Il diritto alla mobilità deve essere sia rispettoso delle necessità e delle prerogative del singolo cittadino, sia sostenibile per l’ambiente, con ricadute positive per l’economia e la qualità della vita. Deve permettere ai cittadini la libera scelta di essere o meno proprietari di un mezzo privato, senza che questo ne pregiudichi la libertà di spostamento. 

Il diritto alla mobilità sostenibile richiede una visione d’insieme di tutto il sistema provinciale e conseguenti politiche della mobilità.

Un sistema di mobilità sostenibile d’altra parte crea occupazione lavorativa sul territorio. Occupazione che avrà effetti utili non solo per i servizi al cittadino, ma anche per il tessuto economico locale in conseguenza di un aumento occupazionale diretto ed indiretto nel settore (come dimostrano gli studi dell’Associazione Internazionale del TP, l’occupazione creata dal TPL è il 25% maggiore rispetto a quella creata dallo stesso investimento in strade e autostrade, e ogni euro di valore creato dal TPL genera ulteriori 4 euro di valore nell’economia totale).

In Italia il 78% degli spostamenti avviene con la motorizzazione privata e solo il restante 22% con altre modalità più sostenibili: trasporto pubblico locale, pedoni, biciclette etc… In Trentino tale ripartizione modale non sembra discostarsi di molto dai valori nazionali.Nasce quindi la necessità di dotarsi di strumenti legislativi e pianificatori capaci di realizzare il riequilibrio del modal split a favore del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile.”

(Estratto dalla RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEL DISEGNO DI LEGGE N° 58 del 10 Dicembre 2014 DI INIZIATIVA POPOLARE SULLA MOBILITA’ SOSTENIBILE IN TRENTINO. Secondo firmatario Paolo Vergnano.)

Utilizzo di tutto l’ammontare delle contravvenzioni per aumentare la sicurezza stradale in ottica di mobilità sostenibile.

Applicazione dei principi e delle indicazioni della legge ad iniziativa popolare “Mobilità Sostenibile” n 58, depositata presso il Consiglio Provinciale il 15 Settembre 2014, adeguandola al territorio e alle normative comunali.

Obiettivi:

– diminuire il carico di traffico cittadino mantenendo ed aumentando il flusso di clientela per il commercio cittadino;

– sicurezza dei pedoni e dei ciclisti;

– diminuzione del carico di CO2 globale;

– risparmio del consumo del territorio.

Il Libro Bianco e la Convenzione delle Alpi, nonchè i continui appelli del Segretario Generale dell’ONU e della stessa EU, chiedono una politica viaria attenta che abbia come finalità l’abbattimento della produzione della CO2 globale. Il che significa, in buona sostanza, la necessità di variare le abitudini di mobilità dei cittadini spostandole verso mezzi di trasporto il più possibile collettivi ed energeticamente vantaggiosi.

Questo processo non può essere però effettuato tramite obblighi o divieti, ma grazie alla creazione di un sistema di mobilità sostenibile alternativo all’auto senza vietarne l’uso.

Per questo l’amministrazione pentastellata si impegna a mantenere alto il livello qualitativo e quantitativo di parcheggi, soprattutto nelle aree commerciali e residenziali, anzi prevedendo un monte ore gratuito, per i residenti roveretani, di utilizzo nei parcheggi sotterranei dislocati nelle città o di interscambio fintanto che il sistema di mobilità sostenibile non sia completato.

Relativamente ai parcheggi a pagamento dislocati nella città (strisce blu), in caso di sforo del tempo di pagamento del parcheggio la Polizia Municipale non emetterà una contravvenzione bensì inviterà l’utente con un avviso bonario a pagare la differenza entro 10 gg. dalla “notifica” (diverse modalità di pagamento possibili: al vigile, al comando, alla posta, tecnologie APP etc.) scaduti i 10 gg. Arriverà la contravvenzione “piena” a casa del trasgessore.

Si istituiranno inoltre due tipologie di abbonamento: residenti e non residenti. I primi avranno posti auto riservati.

Si istituirà la funzione di mobility manager interno al personale dell’amministrazione comunale, che avrà funzione di collegamento tra le necessità di mobilità della popolazione, le imprese produttive, i commerci, i centri creatori di traffico.

L’investimento sul trasporto pubblico sarà potenziato e reso gratuito, al fine di abbattere l’utilizzo dell’automobile nel nostro territorio. Si studieranno i finanziamenti europei in tutti i progetti e bandi, come ad esempio l’Urbact III 2014-2020.

Si istituiranno 7 linee miniautobus circolari gratuiti che uniranno le circoscrizioni a tutti i servizi cittadini e al centro storico. Questo servizio di trasporto pubblico avrà un percorso annuo minimo di 500.000 chilometri e una frequenza cadenzata dalle 7 alle 23.

Le linee serviranno a:

– trasportare circa 10000 passeggeri al giorno;

– coprire i picchi di utilizzo dell’attuale sistema di trasporto;

– rendere capillare il sistema di trasporto pubblico urbano;

– unire velocemente e in modo funzionale le aree residenziali con le aree produttive e le aree commerciali, in particolare i centri circoscrizionali e il centro cittadino;

– agevolare l’utilizzo degli uffici pubblici e dei servizi pubblici e privati (Ospedale, CC, Tribunale, banche…);

– limitare l’uso dell’automobile;

– agevolare i soggetti con limitata deambulazione (portatori di handicap, anziani, passeggini) utilizzando mezzi all’avanguardia per l’ingresso a filo.

L’obiettivo dichiarato è di ottenere un cambio epocale nel rapporto dei chilometri percorsi in auto e con sistemi di mobilità sostenibile. Oggi utilizziamo l’automobile per l’80% dei nostri spostamenti, ed ogni auto trasporta solamente 1,2 persone. Questo metodo provoca un consumo energetico, economico, ambientale, sanitario e umano che sta rasentando l’insostenibilità. Entro 10 anni l’amministrazione pentastellata vuole ribaltare tale rapporto, portando al 30% l’utilizzo dell’automobile per gli spostamenti dei cittadini. Questo senza divieti o allargamenti sostanziali della ZTL.

Nel caso in cui la popolazione richieda questa necessità si attueranno le forme di democrazia diretta per chiedere ai cittadini e agli operatori economici la loro opinione in merito attraverso sistemi di democrazia partecipata e referendum a quorum zero.

Rovereto non può solo pensare a sè stessa, ma è centro nevralgico di una stella che ha come punte Vallarsa, Volano/Besenello, Isera/Pomarolo/Nomi, Mori/Brentonico/Alto Garda, Ala/Arco. Senza dimenticare l’asse Rovereto-Trento.

Qualsiasi programma di gestione della mobilità roveretana che non tenga presente della realtà aggregativa scolastica, lavorativa e di servizi che ha Rovereto all’interno del suo territorio, non solo non reggerà le sfide che la città dovrà sostenere in futuro, ma sarà un programma inutile.

Per tale motivo vogliamo il ripristino della ferrovia, in modalità di metropolitana leggera o tram-treno, per collegare il centro di Rovereto con l’Alto Garda. Il costo di una struttura simile potrebbe usfruire di finanziamenti europei e quindi avere un costo abbassato fino al 50% nel suo complesso. Il Movimento 5 Stelle ha come obiettivo la realizzazione, in un secondo tempo, dell’asse tramviario che colleghi la Città della Quercia con Trento. Questo per spostare il più possibile la mobilità dei cittadini verso mezzi più sostenibili ed efficienti. La realizzazione di tale opera territoriale avrà inoltre una ricaduta in ambito lavorativo importante, non solo nella fase realizzativa ma soprattutto in quella ordinaria. Personale specializzato di vettura, meccanici, operatori informatici di alto profilo tecnologico saranno chiamati a contribuire a tale progetto. Non mancano aree industriali che possano accogliere le aziende interessate a tale sviluppo tecnologico e che forniranno alla città i posti di lavoro che altrimenti andranno scemando a causa della crisi economica e della delocalizzazione delle imprese. Tale sistema di trasporto, interessando direttamente il centro storico, sarà sfruttato per portare il commercio del  centro cittadino ad avere il flusso di persone adeguate all’offerta commerciale, puntando su beni e servizi il più possibile locali e a km0. Non ultimo il turismo e i siti culturali, di cui la nostra città ha un vanto, ne trarranno beneficio per uno sviluppo economico e sociale degno della Città della Pace.

Le piste ciclabili dovranno essere messe in sicurezza, pensando all’incolumità dei ciclisti soprattutto più piccoli. L’attuale sistema lo possiamo considerare una sperimentazione, ma sicuramente non è riuscita a risolvere alcuni gravi punti. Le ciclabili roveretane hanno la particolarità, diremmo unica al mondo, di dovere precedenza ai mezzi motorizzati ogni circa 50 metri. Chiunque comprende che dover dare la precedenza così frequentemente inibisce l’utilizzo della ciclabile e la rende pericolosa soprattutto per i bambini. Inoltre in molti punti i cicli si reinseriscono nella carreggiata senza preavviso. Due sono le strade da adottare, una migliore progettazione e una informazione puntuale della popolazione.

La costruzione di nuove bretelle o circonvallazioni, oltre quelle già poste in essere dall’attuale amministrazione – come il collegamento con l’area Baldresca -, dovranno essere ripensate solo dopo una sperimentazione seria e completa delle azioni di mobilità sostenibile, chiedendo alle popolazioni direttamente interessate l’attraversamento un parere vincolante. Resta quindi da agire sull’esistente statale, il primo intervento per rendere fluido il traffico sulla statale è interrare la statale per il tratto antistante la stazione e creare una piazza dedicata ai pedoni, bici e trasporto pubblico.

La velocità in alcuni tratti potrà essere quindi adeguata alle caratteristiche di sicurezza della strada.

Questo per evitare consumo di territorio prezioso per le nostro colture specifiche e per salvare la città dall’inquinamento e dalla perdita di vite umane a causa di incidenti.

Occorre costruire la stazione degli autobus adiacente la stazione FS secondo i più moderni stardard qualitativi e funzionali.

La nostra proposta sarà quindi adeguata alle mutate condizioni sociali, economiche e anche politiche comunitarie. Dobbiamo tener presente che Rovereto, e il Trentino tutto, è asse di collegamento, tra la nostra penisola e il nord Europa, per merci, persone e anche culturale.

Le esperienze virtuose adottate nelle amministrazioni comunali europee devono essere prese ad esempio e migliorate per il territorio specifico lagarino. Il Movimento 5 Stelle segue da anni l’evoluzione della politica della mobilità sostenibile europea, con contatti sia con amministrazioni comunali di primo piano sia in seno al Parlamento Europeo. Tali contatti contribuiranno alla realizzazione di un piano della mobilità che dovrà essere compilato in collaborazione con tutti i sindaci dei paesi interessati al bacino funzionale roveretano, ma soprattutto in modo partecipato con la popolazione della città.

Per rendere più agevole la fruizione da parte degli abitanti, nelle aree adiacenti al centro storico, e i centri delle circoscrizioni, dovranno essere creati parcheggi pertinenziali, ad affitto a lunghissimo termine, di esclusivo uso dei residenti. Si rilasceranno permessi di transito entro la ZTL ai residenti, in attesa della soluzione condivisa con loro in modo da rendere i centri storici vivi e vivibili ed evitare la ricerca soprattutto serale di parcheggi stradali. Ai commercianti e ai proprietari di immobili non residenti, si rilascerà un permesso ZTL utilizzabile solo entro le fasce orarie di carico / scarico. Tali permessi saranno validi esclusivamente da e per il locale di proprietà nel tragitto più breve per uscire dalla ZTL.

 

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