Rifiuti 2.0

“La priorità sottesa ad una strategia efficace in tema rifiuti consiste nel ridurre i rifiuti a monte ma poco si è fatto su questo fronte. ridurre i rifiuti significa produrre meno e questa scelta coraggiosa, ma inevitabile per la sostenibilità, va contro le logiche di mercato e rischia di rimanere solo uno slogan se non si introducono obblighi e leve fiscali per spingere le industrie a non produrre imballaggi e beni inutili o poco durevoli.

La seconda priorità è il riciclo di tutto quel rifiuto che non riusciamo a non produrre. la percentuale di raccolta differenziata non è un parametro sufficiente. spesso il singolo comune può cambiare il calcolo di questa percentuale attraverso l’assimilazione, ma sopratutto la percentuale di RD (Raccolta Differenziata) è un parametro quantitativo (ancor di più se non supportato da una impiantistica e mercato adeguati) che non indica quanta materia prima sia effettivamente ottenuta dal riciclo della stessa (al netto degli scarti e del recupero energetico). il mercato del riciclo, a differenza di quello di recupero energetico, non è adeguatamente sostenuto e liberalizzato da parte dello stato.  Basti pensare che se oggi entrasse in vigore la direttiva europea dell’economia circolare noi dovremmo triplicare il recupero di materia dalla plastica raccolta (purtroppo prevalentemente incenerita) per rientrare in quei parametri di recupero materia di cui sopra….

Recuperare materia significa risparmiare più energia di quanta se ne produca bruciandola. Non ci sono materiali nel rifiuto urbano che devono essere necessariamente avviati ad incenerimento; se non i rifiuti non sono recuperabili si deve tentare di produrli diversamente.

Al fine di sottolineare come il binomio energia-rifiuti sia pericolosa fonte di distorsione e di speculazione possiamo citare l’esplosione di richieste di impianti a biogas al pari di come avveniva anni fa per gli inceneritori. Caratteristica di questi impianti è quella di essere sovradimensionati. Questo aspetto significa che c’e’ una corsa al business di produzione di biogas attraverso impianti a digestione anaerobica a discapito dei più economici e modulari impianti aerobici. Tale sovradimensionamento porterà a mettere in ingresso non solo organico differenziato ma anche indifferenziato e altri fanghi inquinati visto che l’obiettivo è la produzione di energia e non certo la produzione di compost di qualità. I fanghi in uscita sono comunque un rifiuto e potenzialmente inquinato di metalli pesanti.” 

(Estratto dalla Proposta di Legge Rifiuti 2.0: Modifiche alla Parte IV del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 per una virtuosa gestione dei prodotti e dei rifiuti originati da essi in un’ottica di sostenibilità ambientale e coesione sociale. Primo Firmatario Stefano Vignaroli M5S.)

Non possiamo più parlare di rifiuti, ma dobbiamo parlare di materiali riciclabili. In tale contesto occorre ricordare che la gestione della raccolta, lo smaltimento e la vendita dell’ormai ex rifiuto, è economia che muove denaro.

Adozione della strategia delle 4 R: Riduco, Riuso, Riciclo, Recupero.

Le politiche attuate finora hanno portato risultati innegabili, ma il pericolo che si torni indietro per costruire nuove tipologie di inceneritori, i quali sono alimentati dal residuo secco, è sempre in agguato. Il MoVimento 5 Stelle attuerà una politica di informazione ancor più capillare per far conoscere alla Comunità di Rovereto un adeguato riscontro sui profitti conseguiti dalla vendita dei materiali raccolti con la differenziata. Esperienze effettuate da amministrazioni trentine hanno ottenuto risultati molto vicini al 100% di raccolta differenziata, vero obiettivo di ogni buona amministrazione. Per raggiungere tale risultato l’amministrazione pentastellata roveretana porrà in essere due importanti varianti all’attuale metodo di raccolta:

1) raccolta puntuale con premio ai cittadini virtuosi direttamente in bolletta personale o multa di coloro che non rispettano lo sforzo comune;

2) accordi con i rivenditori di ogni categoria merceologica al fine di ridurre al massimo gli imballaggi totali, non solo non riciclabili. Al fine di sottolineare il valore sociale del riuso si istituiranno appositi spazi nei mercati cittadini organizzati in momenti di libero scambio e baratto, gestiti da gruppi organizzati e autorizzati di cittadini.

Durante la serata dedicata alla “Parola ai cittadini” la proposta più votata è stata la creazione di una zona franca organizzata a bazar per il riuso dei materiali urbani o industriali conferiti in discarica, nel CRM o attraverso la raccolta porta a porta. Si istituirà un giorno la settimana e i materiali potranno essere ritirati a titolo gratuito, in maniera semplificata e non burocratica.

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